Il Levi racconta

Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Frida Kalo

Il 25 novembre del 1960 furono uccise brutalmente tre delle quattro sorelle Mirabal dal dittatore Raphael Trujillo, il quale era dell’idea che le ragazze fossero “solo” una buona compagnia per andare alle feste. Esse dovevano riempirlo di complimenti, sorridere e dire grazie.

“Le Farfalle”, ovvero le quattro sorelle Mirabal, invece vollero far sentire la propria voce, e mostrarsi in disaccordo contro il tiranno che prese il potere nella Repubblica Domenicana. Istituirono un movimento per contrastare il dittatore, e per riportare la democrazia e la libertà nel loro paese.

Patria, Minerva e Maria Teresa “sacrificarono” la propria vita per tali ideali, ma il coraggio delle sorelle Mirabal fu di grande ispirazione per i domenicani e diede loro la forza, di opporsi alla dittatura.

Nella memoria di queste ragazze si è istituita la giornata contro la violenza sulle donne, una giornata simbolica, che ha il desiderio di voler aumentare la consapevolezza nel mondo di come molte donne sono soggette a violenze domestiche, stupri e violenze di qualsiasi altro genere.

Si è scelta come data significativa il 25 Novembre, per ricordare che purtroppo ancora oggi esiste una profonda discriminazione che rende diversi i destini delle donne da quelli degli uomini, nonostante i tantissimi processi di emancipazione attuati nel corso del tempo a favore di quest’ultime. Durante il 25 Novembre si vuole rendere visibile la violenza e gli abusi che ancora oggi molte donne subiscono, per poterle portare alla luce e poter intervenire a livello Nazionale, e quindi non solo facendo politiche di trasformazioni strutturali verso una parità di genere.

Nel 2009 nasce da un’artista messicana, Elina Chauvet, l’idea di utilizzare delle scarpe rosse per rappresentare e ricordarci di TUTTE le donne che hanno subito abusi e sono state vittime di femminicidio, nel corso del tempo.

scarpe rosse

Infine, vorremmo sottolineare una cosa: quando una persona compie una azione volontaria su un altro soggetto, in modo da farlo agire contro la sua volontà o usando la forza, questo processo si chiama VIOLENZA, e come tale va contrastata con TUTTI i mezzi possibili

Il mostro non vive sotto il letto, ma può dormire accanto a te!

Vogliamo fare un approfondimento anche sulla questione Levi. Cosa ha organizzato la nostra scuola per questo giorno così importante?

Il Primo Levi in occasione della Giornata internazionale, per l’eliminazione della violenza contro le donne, ha deciso di sottolineare l’importanza di questa data attraverso varie attività che si sono svolte nella mattinata di venerdì 25 novembre.  Per cominciare vi è stato il suono prolungato della sirena, per indicare la gravità e il pericolo che stiamo attraversando riguardo la violenza verso di genere.

Per due ore in tutte le classi sono stati permessi momenti di riflessione, dibattiti, letture a tema, visione di film e video che si sono poi concluse con la creazione di “coccole verbali”:  delle belle parole, che contribuiscono a contrastare le parole di odio che le donne ricevono.

È stata inoltre posizionata una panchina rossa nel corridoio centrale, con delle scatole dove successivamente gli studenti hanno inserito le loro frasi simboliche.

Per concludere è stato poi organizzato un corteo composto da 5 ragazzi di tutte le quinte, che ha posto un filo rosso lungo tutto il percorso dalla nostra scuola fino ad arrivare davanti alla sede del Comune, dove era stata collocata una panchina rossa. In quest’ultima sono stati sistemati i vari cartelloni con le “coccole verbali”, scritte in classe.

Come segno di inclusione, alcuni studenti accompagnati dalla preside reggente, hanno raggiunto anche le donne della sede carceraria e svolto insieme a loro alcune attività.

Crediamo fortemente che queste tipologie di attività vadano fatte spesso nelle scuole, perché si tratta di una tematica molto importante e da non trascurare.

Ti senti forte, vero?

Ti senti appagato, vero?

Ti senti potente, ti senti grande, ti senti importante, ti senti invincibile, vero?

Quando usi la violenza, che sia fisica o psicologica verso una persona, e SOPRATUTTO, verso una donna, tu non sei niente, sai?

Non sei una bestia, assolutamente no, sei peggio di una bestia. Sei un essere così abominevole, che chiamarti “umano” è solo un complimento.

Che la violenza sia sbagliata lo sanno tutti, esatto, lo sanno. E allora ci chiediamo, perché continua a esserci?

Perché la gente non riflette prima di agire, perché non riflette prima di esprimere un parere, perché bisogna sempre curare la malattia, dopo che è entrata in circolo, piuttosto di estirpare il male alla radice?

L’uomo parla tanto, ma spesso non fa niente, o peggio ancora, fa ancora più danni di prima.

L’unico modo per contrastare la violenza contro il genere femminile, non è usare altra violenza, ma usare l’amore, e siamo sicuri che chiunque ci può riuscire.

E tu, indefinibile essere,

Cosa faresti se la stessa violenza di cui ti fai scudo tu, qualcuno la usasse contro tua madre?

Violenza≠Amore

Ma soprattutto

Amore≠violenza

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