Ammettiamolo, quanti di noi leggono ancora? Ormai sembra un’usanza dimenticata quella di sfogliare un libro e sono veramente poche le persone che hanno ancora la passione per la lettura. Sicuramente non sarebbe male riprendere qualche grande classico e parlarne in classe, ma come tutto, del resto anche i libri si stanno evolvendo. Questo percorso evolutivo ha portato alla creazione di un nuovo prodotto di lettura che si adatta molto di più all’esigenza di noi ragazzi con una soglia dell’attenzione sempre più bassa: il fumetto.
Nonostante sia in voga dagli ultimi decenni, è tutt’altro che moderno. Difatti affonda le sue radici già più d’un secolo fa, e l’interesse attualmente cresce in modo esponenziale. Quello di cui vi voglio parlare io è una branca che si è formato poco dopo, ovvero il manga. Con una preparazione di ben più di duecento serie, sono contento di promuovere quest’arte e vorrei cercare di convincere qualcuno a provare questo tipo di esperienza.
Partiamo però dall’inizio, il manga è nato grazie alla genialità di una singola persona conosciuto come “Padre del manga”, Osamu Tezuka. Nacque il 3 novembre 1928 a Toyonaka, Giappone, in una famiglia benestante, appassionata di arte e cinema, che gli fornì un ambiente stimolante per sviluppare il suo talento. Fin da bambino, Tezuka dimostrò un amore viscerale per il disegno e i fumetti, ispirandosi alle animazioni occidentali di Walt Disney e Max Fleischer, oltre che ai primi fumetti giapponesi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il Giappone affrontò tempi difficili, e Tezuka fu costretto a vivere sotto i bombardamenti. Nonostante ciò, continuò a disegnare e a coltivare la sua passione per la scienza e la medicina. Dopo la guerra, si iscrisse alla facoltà di medicina presso l’Università di Osaka, laureandosi come medico, anche se non esercitò mai la professione in favore della sua carriera di fumettista. Nel 1947, pubblicò Shintakarajima (La Nuova Isola del Tesoro), che segnò la nascita del manga. Il suo stile narrativo, fortemente ispirato alle tecniche cinematografiche, introduceva movimenti dinamici, inquadrature innovative e un senso di profondità nei disegni, rendendolo completamente diverso dai fumetti giapponesi dell’epoca.

L’opera fu un gran successo e ciò gli permise di disegnare nei decenni successivi grandi classici come: Astro Boy (Tetsuwan Atom, 1952-1968), una delle sue opere più iconiche, raccontando la storia di un robot bambino con sentimenti umani. Astro Boy divenne un fenomeno globale e ispirò la nascita dell’industria anime moderna.
Kimba il Leone Bianco (Jungle Taitei, 1950-1954), una storia ambientata nella savana africana con tematiche ecologiste e filosofiche. È stato uno dei primi anime a colori, e alcuni credono che abbia ispirato Il Re Leone della Disney.
La Fenice (Hi no Tori, 1954-1988), considerato il suo capolavoro, è un’opera epica e filosofica sulla reincarnazione e il ciclo della vita, ambientata in epoche diverse, dal passato al futuro.
Black Jack (1973-1983), narra le vicende di un chirurgo geniale e senza licenza che opera in situazioni estreme. È uno dei manga più amati in Giappone ed evidenzia la passione di Tezuka per la medicina.
Buddha (1972-1983), un’opera monumentale che racconta la vita del Buddha in chiave epica e filosofica, mischiando elementi storici e fantasia.
I tre Adolf (Adolf ni Tsugu, 1983-1985), un thriller storico ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale che intreccia la storia di tre personaggi di nome Adolf, tra cui Adolf Hitler.
Tezuka però non si limitò solo al manga, infatti fu anche un pioniere dell’animazione giapponese fondando nel 1961 lo Studio Mushi Production che condusse e diede l’inizio anche all’era dell’animazione giapponese. Nonostante il grande successo con l’industria dell’animazione Tezuka continuò instancabilmente a disegnare fino ai suoi ultimi giorni di vita, si dice che anche in ospedale chiedesse ai medici di poter continuare le sue opere. Morì il 9 febbraio 1989 a causa di un tumore allo stomaco, lasciando incompiuta la sua opera La Fenice. Ancora oggi la gigantesca eredità che ha lasciato influenza il mondo del fumetto e dell’animazione, ponendo le basi per quello che oggi è uno dei settori più floridi dell’intrattenimento globale.